B&W Soul Vision Portfolio: Jennifer Gerst

“Vera come una favola” – Jennifer Gerst

Commento a cura di Stefano Marasà

Jennifer GerstLa prima volta che ho incontrato un’immagine di Jennyfer, mi ha subito colpito quell’atmosfera surreale e sorprendente della quale le sue opere sono inconfondibilmente intrise. Un’atmosfera fatta di frammenti di un sogno, o meglio di più sogni, messi insieme un attimo prima del loro svanire, a realizzare un’unica, armoniosa ed evanescente visione.
Ogni sua composizione ci conduce in un contesto dove non esiste la fisica o la meccanica, non ci sono regole, paragoni o punti di riferimento e dove non esistono paure, limitazioni o vincoli. E’ lo stesso luogo a non esistere davvero, diventando per questo un territorio libero, nel quale è vero tutto ed il contrario di tutto e dove ogni elemento è spogliato della sua reale consistenza per iniziare a vivere in una sua propria dimensione. Un luogo nel quale forse siamo già stati in un sogno passato o dove vorremmo andare nel prossimo. E non è difficile scoprirsi a ripetere che  <<non è possibile, ma è bellissimo e posso provare a crederci >>. Jennifer Gerst
Alcune volte il racconto, come in ogni favola che si rispetti, prende contorni più tetri ed il sogno, prima leggero e rasserenante, combatte per non diventare incubo, sprigionando da queste contrapposizioni una incredibile energia narrativa. Ed è in questo collage di ingredienti voluti e scelti con cura in un gioco di contrasti tra realtà, fantasia, bene e male che Jennifer inizia a comporre le sue prime note, a cercare e creare la melodia portante che deve guidare la mente e l’anima dell’osservatore dentro la sua storia. E questi si lascia assorbire ed attraversare da una sensazione di libertà, di volo del pensiero e delle fantasie. Gli accostamenti con il mondo animale, spesso presente e complice di un progetto in continua evoluzione, interagiscono quasi spontaneamente fra loro, come guidati dalla limpida e fervida fantasia di un bimbo che gioca con oggetti presi a caso da una cesta magica. Il racconto diventa allora una rappresentazione teatrale, con elementi/attori presi da contesti diversi, alla ricerca di un filo conduttore, di una realtà sottile ma resistente come seta, evanescente ma intimamente vissuta come un sogno. Il tutto è fissato su di una tela dai toni tenui, soffusi,quasi impalpabili, a sottolineare ancora l’elemento surreale e aleatorio di ogni sua narrazione. Ed ogni volta è una nuova e imprevedibile sorpresa.

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