“Gli ultimi calafati di Viareggio” – di Giovanni Nardini – in mostra dal 26/06/2014 al 10/07/2014 a Viareggio

Raffaele Nardini (2)

Giovedi 26 giugno alle ore 18.30 nella sala Viani del Centro Congressi Principe di Piemonte e con il patrocinio del Comune di Viareggio, verrà inaugurata la mostra del fotografo viareggino Giovanni Nardini con l’omaggioRaffaele Nardini (1) che egli ha tributato a “Gli ultimi calafati di Viareggio”. Con la sua macchina fotografica ha immortalato momenti unici di un lavoro ormai in via di estinzione: una trentina le foto che saranno esposte fino al 10 luglio e visitabili tutti i giorni con orario 16.30 – 24.00. Scatti che ritraggono gli ultimi protagonisti di un mestiere, se non di un’arte, che sta per essere dimenticato e archiviato sotto la voce “ricordo”.

Prima che ciò succeda Giovanni Nardini ha bloccato sulla carta immagini – rigorosamente in bianco e nero, secondo il suo stile – dal sapore antico, fissando con il suo obiettivo vecchi arnesi ormai in disuso, come il maglio, la marmotta, il raschino, o immortalando gesti e rituali ormai inconsueti, come lo sfregare la stoppa sulle ginocchia.

Un mondo che sembra davvero appartenere ad epoche passate ma che vive ancor oggi in un angolo della Darsena. E’ lì al cantiere Del Carlo (fondato nel 1963 da Francesco Del Carlo), in un capannone verde dove si costruiscono prestigiose barche in legno e ristrutturano pescherecci, che Nardini ha incontrato casualmente i protagonisti del suo libro e ora della sua mostra: “ Era molto tempo – spiega il fotografo viareggino nel suo intervento che accompagna il libro – che volevo dedicare un lavoro a Viareggio, raccontare qualcosa della mia città, che fosse legato alla sua tradizione e memoria marinaresca”. Nardini lo aveva già fatto in passato rispetto ad altre realtà per raccontare il mondo contadino di alcuni paesi della Lucchesia e della Garfagnana, i laboratori del marmo, le fonderie artistiche di Pietrasanta, e (sempre per Pezzini editore)  le stanze vuote di quello che era stato l’ospedale psichiatrico di Maggiano del grande Mario Tobino. Sempre sulle orme di una realtà destinata a scomparire e diventare pura memoria.

Angela Rosi

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