Visions from the Wolrd – PAUL STRAND di Paola Marinangeli

Piccole incursioni dedicate ai Maestri della Fotografia

Una nuova rubrica per rendere ancora piu’ interessante in nostro BLOG, ho deciso di chiamarla    ” A SPASSO NEL TEMPO” ed in linea con lo spirito del nostro gruppo, l’idea nasce dal desiderio di condividere con i nostri amici  un pochino di storia della fotografia, attraverso pillole di conoscenza dedicate ad autori che tutti conosciamo, amiamo,  senza intenti accademici ma  con il solo desiderio di  stuzzicare la curiosita’ soprattutto di chi si sta avvicinando alla fotografia in Bianco e Nero, rimandando i nostri amici per ulteriori approfondimenti al tanto materiale che oggi e’ possibile trovare su Internet.  Questi articoli conterranno una breve biografia ed una, altrettanto breve…selezione di immagini con  qualche…riflessione mia personale,  senza pretendere di riempire lacune ne’, tanto meno,  dando letture critiche da addetti ai lavori, non ne sarei  all’altezza…!

Iniziamo con PAUL STRAND

Buona lettura a tutti…

PAUL STRAND

Paul Strand (1890 -1976) fotografo e cineasta.  Nato a New York da genitori Boemi, studente di cinematografia, fu …folgorato dall’arte della fotografia durante una visita ad una Galleria che ospitata opere di Stieglitz e Edward Steichen,e proprio da Stieglitz, fondatore della famosta rivista CAMERA WORK, Strand ebbe l’incoraggiamento ad intraprendere l’attivita’ di fotografo, alcuni dei suoi primi lavor di una serie intitolata WALL STREET fu proprio pubblicata in CAMERA WORK, primi esperimenti di astrazione applicata alla foto di architettura.  Ma anche il ritratto, il sociale, i reportage di viaggi  sono presenti nella  produzione fotografica di Strand, famosi i suoi progetti in Africa (Living Egypt del 1969, Ghana del 1976) ma anche una serie di ritratti di lavoratori nella Valle del Po nella zona di Luzzara (1955). Forte il suo interesse per ‘gli oggetti’ con una particolare ed originale produzione di STILL LIFE.  Nel 1940 Strand decise di lasciare gli Stati Uniti per ritirarsi in Francia, dove visse 27 anni insieme alla terza moglie, fotografa che era stata  peraltro, una sua allieva. Internet offre un’ampia possibilita’ di ricerca, e sono diversi i testi dedicati a Paul Strand quindi ho limitato all’essenziale questa biografia certa che chiunque  vorra’  conoscere qualche  cosa di piu’ su questo autore , potra’ facilmente trovare molte fonti ben piu’ autorevoli…preferisco spendere qualche parola di piu’ commentando , alla mia maniera, e senza intenti critici ma da pura appassionata di fotografia alcune opere di Strand che penso siano emblematiche del suo stite e della sua ‘visione’ in Black and White.
1 Camera  Work (1915)

Foto 1 – “Camera  Work” (1915)

NEW YORK – Da “Camera  Work” – 1915  – Le prime opere esposte e pubblicate su Camera Work fanno riferimento proprio a queste ‘visioni architettoniche’ molto innovative, secondo me,  il passeggio frenetico in una strada di New York, nella zona ‘finanziaria’ gia’ allora ‘fulcro economico’ della grande citta’ : WALL STREET,  sembrano cosi’ piccole queste figure rispetto al grande gioco di chiaro scuro creato dall’architettura, queste grandi porte scure, regolarissime nella forma quasi ad inghiottire i passanti le cui ombre si disegnano nette, allungate sull’asfalto.

Tailor's Apprentice, Luzzara, Italy, 1953
Foto 2 – L’apprendista-sarta-Luzzara Valle del Po (1953)

Ritratto di giovane sarta – Il ritratto e’ sempre un banco di prova molto delicato ed importante per ogni fotografo,si possono avere diversi approcci al soggetto da fotografare, infinite le tecniche, variano le atmosfere a seconda se si operi in studio o in esterno, ed e’ sempre molto affascinante notare come i grandi maestri della fotografia moderna si siano cimentati nel ritratto, quale formula, quale impronta hanno dato a questo affascinante tema, sono cosi’ statici i ritratti di Strand….il soggetto rivolge spesso  lo sguardo verso l’obiettivo…scruta negli occhi l’osservatore. L’apprendista sarta e’ un tipico esempio,  una giovane adolescente, la serie fa parte di un reportage fatto nel 1953 nella valle del Po, abbigliata di scuro,  fotografata contro un muro appena ‘scalfito’ da rami spogli ed un grande cappello di paglia fra le mani, a contrastare l’abito scuro. Come appare seria, molto piu’ grande della sua eta’, la giovane sarta, forse cresciuta troppo in fretta, un volto quasi privo di espressione tranne per una leggerissima….impercettibile piega sulle labbra che forse voleva essere un sorriso, un timido sorriso di fronte alla macchina fotografica…chissa’ se era mai stata fotografata prima.

3 La donna cieca
Foto 3 – La-donna-cieca

Molto piu’ d’impatto, il ritratto della donna cieca (nr. 3)  una delle opere piu’ famose di Strand, un opera…dura…la scritta BLIND appesa al collo della donna e’ una pugnalata sul cuore un etichetta terribile a testimoniare la sua infermita’, al contrario  sprezzante, sicuro di se’…..
4 Ritratto di giovane

Foto 4 – Ritratto-di-giovane

forte della sua gioventu’ ed intraprendenza il giovane della foto nr. 4,ancora una volta lo sguardo del soggetto e’ diretto verso l’osservatore con un’aria direi di…SFIDA…bello il movimento dei capelli la luce che ne disegna le onde.

5 Pere e Tazzine (1916)
Foto 5 – Pere e tazzine (1916)

Paul Strand e’  considerato da molti il precursore di un certo tipo di foto ‘Astratta’ che sfruttava elementi architettonici, oggetti….snaturandoli grazie ad opportune inquadrature e riprese ravvicinate, della loro vera natura e forma…per trasformarli in giochi di linee, geometrie, segnate dall’alternarsi delle luci e delle ombre, e’ il caso appunto di Astrazione a Twin Lakes  del 1916 (foto nr. 5) e parlando di oggetti, non possiamo dimenticare le molte STILL LIFE che hanno caratterizzato la produzione di  Strand, gli amici  del gruppo conoscono la mia particolare predilezione (direi..familiarita’) con questo genere fotografico e non potevo non selezionare almeno una STILL di questo autore,

5) Astrazione - Twin Lakes (1916)

Foto 6 – Astrazione Twin Lakes (1916)

“Pere e tazzine” il titolo della foto, datata  1916,  un caos di tazzine le cui forme morbide si fondono quasi con la forma altrettanto sinuosa della pera, la luce sulla porcellana liscia, bianchissima crea un piacevole riflesso, le ombre creano contrasti tonali ed anche in questo caso tutto finisce con l’essere quasi un’astrazione tanto da farci perdere la sensazione delle forme reali, della reale natura degli oggetti.

Molti critici hanno definito  Paul Strand  come autore con  un approccio molto ‘pittorico’ nelle sue composizioni, credo che il fatto di essere anche un cineasta abbia influenzato e non poco, il suo modo di vedere, percepire gli oggetti, le forme, di catturare angoli di ripresa che, soprattutto  all’epoca dei suoi inizi, apparvero anche molto ‘arditi’, un autore di personalita’ che vale la pena di approfondire alla scoperta di altre  immagini e per questo rimando  gli amici lettori a questo link, dove sara’ possibile sfogliare un album delle sue opere piu’ famose.

http://www.photography-now.net/paul_strand/

by Paola Marinangeli

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